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La bellezza dell'etica

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Bisogna guardare in maniera sorvegliata all'espressione "gioielleria etica", soprattutto ora che c’è sempre più interesse, da parte delle persone e delle aziende, verso una maniera di fare le cose più trasparente, più buona e più sincera.

 Si tratta di una espressione fuorviante perché si agisce sempre secondo un’etica: è proprio perché agiamo che siamo guidati da un’etica. “Etica”, però, non è una parola qualificante:  la mia etica, ad esempio, potrebbe contemplare le pratiche della pena di morte, del lavoro minorile e dell’aborto, oppure potrebbe aborrirle. 

Per tale ragione preferisco parlare di gioielli responsabili, anziché di gioielli etici: oggetti preziosi creati da mani conosciute, utilizzando materiali preziosi dalla storia conosciuta, affinché anche le mani che hanno estratto, raffinato, tagliato e lucidato siano anch’esse riconosciute e rispettate. 

 Decidere di creare gioielli responsabili, non è stata la scelta più semplice da fare, ma era quella che andava fatta. L’attitudine alla domanda, trasmessami dagli studi filosofici, e l’essere un’orafa indipendente, cioè capace di gestire ogni aspetto della produzione, mi hanno permesso di pensare liberamente e di agire in maniera diversa. 

Nel settore orafo è difficile parlare correttamente di responsabilità e sostenibilità, quasi quanto praticarle concretamente. I gioielli hanno un linguaggio diretto ed universale: tutti sanno riconoscere una fede nuziale, ad esempio. Pur tuttavia, in nessun altro settore l’aura dell’esclusivo, del prezioso e del bello-da-avere, è tanto forte quanto necessaria. È problematico lasciare spazio alle domande.

Cominciai interrogandomi sul significato di “fatto a mano”, in particolare riflettendo su quanto fosse semplice sfruttare la narrativa evocata da questo concetto tacendo tutto il resto. “Fatto a mano”, nell’accezione comune, ha a che fare con la qualità e la genuinità, eppure un diamante di sangue può avere le stesse caratteristiche di uno estratto e tagliato responsabilmente, così come l’oro certificato Fairtrade è fisicamente identico a quello estratto dai bambini indonesiani che usano il mercurio a mani nude.

Più muovevo passi in questo settore, desiderosa di padroneggiare le tecniche necessarie a costruire una linea diretta tra mente e mani, più viaggiavo e parlavo con i fornitori, più imparavo a porre domande.

Racconto di un percorso personale prima ancora di scrivere uno statement, perché l’etica non è astrazione, ma un particolare agire pratico all'interno della realtà, e perché credo che il compito di qualsiasi azienda sia di proporre e di praticare quei valori positivi che soli, anche attraverso l'esempio, sono in grado di produrre un impatto nella stessa direzione.

maraismara

 

"Se la società, se l'uomo progredisce, è perché genera. Non c'è progresso senza creazione, creatività, generazione di idee, cura di altri uomini, cura di nuove generazioni, di impresa, di avventura, di scoperta, di invenzione."
Giuseppe Morici