THE CORAL TRIP

THE CORAL TRIP

Sono di ritorno da Torre del Greco.

Non racconterò oggi, ma intanto scrivo un appunto per renderlo più reale.

Ho avuto l’inaspettata fortuna di potermi unire a The Jewellery Valuers Association per poter studiare i coralli preziosi sotto la guida di Rui Galopim De Carvalho (@portugalgemas) e dell’esperto per eccellenza, il leggendario Enzo Liverino (@enzoliverino), anche presidente della Commissione Corallo del CIBJO.

Le specie, i nomi commerciali, le storie incredibili, i fatti, la valutazione, i colori, i capolavori di una collezione privata unica al mondo, il fare bene in quel modo, le normative, il reale impatto. Senza menzionare tutto quello che ho assorbito dai miei compagni valutatori! 

Ah, le vertigini!

Il primo materiale prezioso che ho acquistato, a parte i metalli, fu proprio del corallo. Da allora sono trascorsi tantissimi anni e, se non vi ho dato ragioni di intendere questo interesse, è stato solo per un motivo: attendere il giusto momento.

Comunemente si sa poco e male dei coralli preziosi, tanto che vengono confusi addirittura con quelli delle barriere coralline e considerati alla stregua dei diamanti di sangue. 

C'è tanto da puntualizzare da un punto di vista scientifico e ambientale, ma ci sarà tempo. Intanto, però, desidero da subito condividere uno spunto di riflessione. L'abuso di parole come "etico", "sostenibile" e "responsabile" è tale e spregiudicato che esclude, o cela, l'importanza della cultura e della storia, che invece hanno un forte valore sociale. 

Considerata la forza di questi pregiudizi, così come la natura del mio approccio alla gioielleria, per tutti questi anni ho temuto di commettere un grave errore di impazienza e di essere irrimediabilmente fraintesa, così ho atteso, con fiducia, di sentirmi in grado di spiegare come si deve. 

Molte volte la realtà è sempre più complessa - e buona e bella - di quello che sembra.

Con gratitudine.

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