La maggior parte dei gioielli che realizzo sono dei pezzi unici per via dei materiali preziosi utilizzati. Iscriviti alla mia newsletter per seguire queste ricerche e scoperte, ma anche per essere aggiornato sulla pubblicazione dei nuovi gioielli. Se vorrai leggermi ti ringrazio già ora. Mara

No Grazie
presto chiuderanno gli ordini per natale - leggi qui

I miei stravolgimenti e scoperte passano tutti attraverso i libri, perché non c'è atto pratico che non sia prima una visione interiore. 

Così ho avuto bisogno di incontrare un libro per dare voce ad una fascinazione che mi chiamava da tempo. Che cosa buffa, l'anno prima avevo quasi perso un volo per stare a contemplare la collezione del V&A, eppure mi ero fermata a farmi solo cullare dalla meraviglia! 

Il volume nel quale mi sono imbattuta arriva dal sole della California, dove una volta faceva parte di una biblioteca dal nome evocativo, ma era il catalogo della mostra "Greek gold" tenutasi nel 1994 al Met e al British Museum. 

A questo punto la meraviglia mi ha fatto anche muovere.
Allora ho fatto la spola tra tanti altri libri e immagini, rendendomi conto che quello che più mi stupiva non era la forma dei monili, ma la materia dalla quale essi erano composti, che rapisce lo sguardo per il colore vivo e che, al ben guardare dell'occhio allenato, invoca subito una dialettica con la tecnica. 

 

Questi gioielli antichi appaiono tanto diversi da quelli moderni perché diverso era l'oro utilizzato.

 

L'oro non si usa puro on oreficeria, ma si creano delle leghe aggiungendo altri metalli al fine di variare il colore, le proprietà e il valore dell'oro.
Comunemente in Italia si utilizza l'oro 750 (o 750/1000 o 18k), cioè una lega composta per il 75% da oro puro e per la restante parte da altri metalli. Quel 25% di non-oro apre un vasto campo di possibilità: con la giusta miscela si riesce ad ottenere, ad esempio, un oro che non sembra oro perché biancastro o rosastro.

Cercando di pensare operativamente in maniera diversa - attrezzi che oggi risultano fondamentali, ad esempio, compaiono soltanto nel Medioevo - ho fatto tante prove ed esperimenti e, alla fine, ho ottenuto lui:

Si tratta di una lega di 22k, cioè composta per il 91,6% da oro puro, e, per aspetto e proprietà, credo che sia una ricetta molto simile a quella utilizzata in antichità. 

Il colore è vivo e materico. 
La percezione unica, perché la maggior morbidezza del materiale farà della Vita e degli oli della pelle gli autori della superficie del gioiello. 

La differenza con l'oro 18k è rutilante.